Anello Ovale “Ex-Votum” in Bronzo (Grazia Ricevuta)

85,00160,00 iva inclusa

Anello grazia ricevuta in ovale raffigurante elementi sacri a ringraziamento per una grazia.  Ve lo proponiamo in bronzo con rivestimento interno di argento 925 (per evitare eventuali ossidazioni), e Argento 925 solo.

Al centro spicca il cuore ‘Ex-Votum’ con intorno la scritta: “VOTUM FECIT GRATIAM ACCEPIT”,

(Ex voto deriva dal latino, “votum”, cioè promessa, offerta. “Offrire” un ex voto vuol dire sciogliersi d’un obbligo con un Santo)

mentre ai lati, una croce e le iniziali GR (Grazia Ricevuta) ne rafforzano il messaggio di sacralità.

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Descrizione

anello grazia ricevuta ha un significato che ha origini molto antiche.

Ex-votum (spesso un monile raffigurante la grazia ricevuta) era una delle figure di ringraziamento

Si creava un monile raffigurante la grazia ricevuta che poteva essere di metallo

Essa consisteva nella promessa sacrale ad una divinità.

L’impegno assunto nella sfera religiosa aveva ad oggetto una certa prestazione propiziatoria o di ringraziamento.

I sacerdoti della divinità potevano chiedere il ricorso alla cognìtio extra òrdinem che era uno dei tre modelli processuali del diritto romano.

Nata alla fine del periodo repubblicano, in epoca classica affiancò la procedura per formula fino a sostituirla.

Originariamente tale procedimento veniva adottato per dirimere controversie di diritto pubblico.

A partire da Augusto esso venne esteso anche a rapporti di natura privata.

La si caratterizzava per i seguenti caratteri:

unità del procedimento: tutta l’attività processuale si svolgeva davanti allo stesso funzionario statale;

ampia discrezionalità del giudicante: il funzionario-giudice aveva ampi poteri per accertare il fatto;

procedibilità contumaciale: era necessario e sufficiente solo che il convenuto fosse stato avvertito dell’inizio del procedimento;

impugnabilità della sentenza;

specificità della condanna: la condanna non consisteva più nel pagamento di una somma di denaro, ma imponeva anche la restituzione della cosa,

esecutività manu militari.

l’esecuzione delle sentenze veniva demandata ad appositi organi statali, gli apparitori .

L’“appellativo”avveniva col deposito di un atto di appello presso il giudice.

Il quale, ricevuti gli atti e una relazione dal collega di primo grado, invitava le parti a formulare le richieste e a presentare le prove.

La seconda sententia era normalmente inappellabile, salvo un ricorso speciale (“supplicatio”) all’imperatore.

Diritto penale

Il nuovo sistema processuale trovò applicazione anche in campo penale, dove soppiantò, il sistema delle questioni perpetue

I suoi caratteri salienti furono i seguenti:

l’attività di cognizione diretta dell’accusa e del giudizio era compiuta dallo stesso principe, o da altro magistrato o funzionario imperiale,

il giudizio finale non spettava, pertanto, al popolo riunito in comizi, né tantomeno a giurie .

Il processo nasceva dopo una denunzia di un cittadino, ma l’accusa era sostenuta da un pubblico accusatore.

Aveva, pertanto, natura di processo inquisitorio, mentre le questioni accusatoria.

Il magistrato giudicante ebbe, in origine, la possibilità di adeguare la pena da irrogare alla gravità del fatto.

Quanto ai delitti oggetto delle questioni, si attuò anche un notevole inasprimento delle pene.